Ciclomissione verso l’Aurora Boreale!

A volte i viaggi nascono così, da quel confine sottile e un po’ folle che lega chi lancia una idea in leggerezza e chi, più folle di me… l’accetta subito!

Così dopo aver monitorato per giorni l’app “My Aurora Forecast”, intercetto che a breve sarebbe arrivata una tempesta solare importante, e senza pensarci troppo.. prenotiamo il volo per Tallinn. Il nostro desiderio di avventura e scoperta trasforma questo viaggio in una vera “ciclomissione” sul Mar Baltico.. direzione Aurora Boreale!

Tallinn

A metà ottobre la capitale ci accoglie con un cielo plumbeo, un silenzio “nordico” e un freddo frizzantino. Le giornate sono già più corte rispetto all’Italia e sulla pelle, cominciamo a percepire la vigilia dell’inverno, che a breve avrebbe raggiunto anche l’Estonia.

Prima di iniziare la nostra ciclomissione, decidiamo comunque di visitare la capitale, molto graziosa, con uno stile a tratti medievale, incastonata in strade acciottolate, borghi con guglie gotiche e luci calde dentro i Caffè riscaldati.
A fine giornata, ci dirigiamo verso il City Bike Tallinn per ritirare le bike, emotivamente carichi per iniziare all’indomani la nostra avventura.

Tallinn – Vergi Sadam

L’Estonia è meravigliosamente “bike friendly”, non solo per le piste ciclabili onnipresenti e ramificate, ma anche per l’accoglienza e rispetto, riservati ai ciclisti, sia dagli automobilisti che dai pedoni.

Così iniziamo a percorrere la ciclabile già al mattino presto, alla ricerca di un Caffè aperto che, ahimè, non troveremo mai, finendo dopo pochi chilometri per fare la nostra prima incetta di energia in un supermercato!

La capitale, infatti, è scandita da ritmi lenti e sveglie comode.

Dopo poco la lasciamo alle nostre spalle, e a breve ci troviamo a costeggiare il Mar Baltico, per poi addentrarci in boschi radi e silenziosi, da cui sbucano ogni tanto piccoli villaggi di legno, ben curati e rifiniti, immersi nel verde e senza recinzioni.
Più ci allontaniamo dalla capitale, più i colori dell’autunno sembrano esplodere, attraversando distese di betulle perfettamente equidistanti, che nutrono la mente come tele di dipinti.

Rispetto al programma di marcia, eravamo apparentemente nei tempi. Alle 15 circa, ci trovavamo oltre la metà del percorso. Ma qualcosa.. stava sfuggendo…

Come destinazione finale avevamo scelto Vergi Sadam, un piccolo porto turistico e peschereccio sulla costa settentrionale dell’Estonia, nel cuore della regione della Lahemaa, incastonato sul Mar Baltico. Lontano dall’inquinamento luminoso della capitale ma altrettanto raggiungibile dalla stessa. Era a tutti gli effetti, il luogo perfetto per osservare l’Aurora Boreale.

Peccato, che osservando meglio la mappa, ci rendiamo conto che la destinazione impostata non era propriamente quella che pensavamo…. Tradotto.. ci aspettavano ancora una sessantina di chilometri da pedalare, con già altrettanti sulle gambe e una giornata di luce che cominciava a calare.

Presi da un inaspettato momento di sconforto, non potevamo che munirci di resilienza e tenacia per proseguire verso la nostra destinazione finale. In fondo, eravamo troppo avanti per tornare indietro e troppo indietro per poter cambiare i programmi, essendo Vergi Sadam il primo approdo di civiltà lungo il tragitto.

Così spinti da determinazione, ma anche fatica sulle gambe, proseguiamo la nostra ciclomissione, decidendo di ottimizzare le pause per fare incetta di energia. Soprattutto per me, che iniziavo ad avvertire improvvisi cali di zuccheri, e ogni volta ero costretta a fermarmi per calare un pezzo di cioccolato, con Ale mi monitorava costantemente.

Nel frattempo, cerchiamo di rincorrere il tempo, deviando in qualche modo il percorso frastagliato lungo la costa. Di conseguenza, anche il tragitto diventa a tratti più impervio, costringendoci a percorre strade sterrate e isolate prima di ricongiungerci nuovamente con la ciclabile. Nel mentre, Ale si accorge che rallento sempre di più, ma stavolta non per i cali di zucchero. Sentivo un dolore sempre più forte al ginocchio che cercavo di mascherare. Così dopo avermi osservata mentre pedalavo, scopre che il mio sellino stava cedendo lentamente per via del terreno sconnesso, portandomi a caricare male le ginocchia. Il tempo di una rapida sistemazione e siamo di nuovo pronti a ripartire.

Sebbene la luce si affievolisse lentamente, la ciclabile continuava a essere illuminata, almeno finché non siamo stati costretti ad abbandonarla per spingerci verso il faro, all’estremità della nostra destinazione.

Avvolti nel buio, percorriamo quelli che sarebbero stati i nostri ultimi dieci chilometri, scanditi insieme a gran voce in un liberatorio countdown!

Siamo immersi in una foresta di betulle, la nebbia offusca la nostra vista mentre le luci frontali provano a tagliare quell’aria densa. Invito Ale a starmi vicina, sia per la mia ben nota paura del buio… che per scongiurare incontri con orsi e lupi.

Ogni pensiero negativo trovava rifugio in Ale, riportandomi calma e lucidità.

Rincorrendo l’Aurora Boreale

Finalmente, intravediamo delle fievoli luci del porto in lontananza.

Proviamo quella felicità unica, genuina, di quando sai che a breve ce l’avremmo fatta.

Alle 20.30 circa, raggiungiamo il nostro piccolo paradiso, Vergi Sadam & Restoran Wirkes’, mentre sento le gambe cedermi a ogni passo che mi separava dall’ingresso della struttura.

Il tempo di fare i soliti convenevoli di circostanza, e chiedo subito notizie sull’Aurora Boreale. Scopro così che solo la sera prima, avevano accolto dei fotografi accorsi per catturare un’Aurora nitida e luminosa. Ma, ahimé, al momento del nostro arrivo il cielo era cambiato, troppe nubi per poterla osservare.

A quel punto, non capivo se la sensazione di cedimento fosse dovuta alle gambe dolenti o… alla notizia!!!

Ma non ci abbattiamo, sorridiamo, in fondo l’importante è il senso del viaggio che ci ha portato fino a qui.

Cosi compensiamo quello sconforto, godendoci una strepitosa cena con bis.. e tris delle portate!

Vergi  Sadam – Tallinn

La luce del mattino aveva animato quel piccolo porto avvolgendolo fin dalle prime ore in un fascino silenzioso e meraviglioso. Raggiungiamo a piedi il faro di Vergi Sadam che si stagliava malinconico sul Mar Baltico, restituendo al paesaggio tutta la sua potenza e saggezza di mare.

Nonostante il riposo della notte, realizziamo di essere ancora troppo stanchi per rientrare a Tallinn in bici. Cosi parlando con i ragazzi della struttura, cerchiamo di trovare alternative per raggiungere la capitale e ripartire poi per Roma. Quell’apparente freddezza nordica del popolo estone ha lasciato spazio a un animo gentile e accogliente che abbiamo apprezzato. A ogni modo, scopriamo con stupore che seppur l’Estonia rimane il paese più “bike friendly” che abbiamo mai visitato, i mezzi pubblici non consentono di caricare altri mezzi. Così dopo diverse chiamate, riescono a trovarci un driver disponibile.

Il viaggio di ritorno lo viviamo con un’emozione speciale, è lì che realizziamo davvero la nostra impresa: una ciclomissione muscolare di 140 km!

Conclusioni

Grata ad Ale, per sfidare sempre la bambina dentro di me, accogliendola con tutte le sue paure, fragilità, pronto ad esorcizzarle sempre con un sorriso mai con recriminazioni o isterismi. Grata per essere così com’è.. folle, tenace, determinato, sognatore e immensamente solare anche nei momenti…più bui!

Alla fine siamo stati noi a dipingere questa avventura con i colori dell’Aurora, mentre per ora continueremo a sognarla..

Nägemiseni*

*Arrivederci in lingua Estone

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