Welcome in Nepal!

In quell’attimo che precede lo stacco da terra dalla pista di Dhaka, Bangladesh, io ed Ale ci perdiamo in un abbraccio che sarà uno dei ricordi più belli di questo viaggio, mentre sussurriamo, quasi per non svegliarci dal sogno: “ma quindi è tutto vero??? tra poco… Kathmanduuuuuu!!!

On the way..

Ready to fly!

Best gift ever! ♥️
The route.

Eh sì, perché in fondo viaggiare per noi è tornare bambini, spesso un po’ incoscienti, con la voglia di perderci in un grande parco gioco di avventure, curiosi di scoprire il mondo per finire puntualmente al buio con una torcia frontale o una torcia in mano!!!

Dhaka Airport
Sunrise in the sky

Kathmandu ci accoglie ancor prima di atterrare.
Si perché all’aeroporto di Dhaka incontriamo due ragazzi nepalesi, con la nostra stessa coincidenza. Studiano rispettivamente Data Science e Ingegneria Civile alla Federico II di Napoli. Sorridono, nei loro occhi si legge una felicità timida e discreta, quella di chi torna a casa dopo quasi un anno. Così mentre noi gli parliamo delle Dolomiti e del Gran Sasso (con il suo “little Tibet”), Lamir vuole sapere il nostro percorso di trekking, per concludere con un modesto: “per noi nepalesi le vere escursioni sono da 5 giorni in poi…”

(un silenzio assordante ha invaso il mio corpo 😅)

Attese..

Ci salutiamo, con la promessa di rivederci in capitale gli ultimi giorni o direttamente in Italia!

Incontri..

La discesa a Kathmandu si conferma discreta, come il suo popolo. Le nuvole coprono le maestose catene montuose, come a non volersi svelare subito in tutta la sua imponente bellezza. Già in aeroporto si avverte il profumo dell’incenso, onnipresente, mentre i ventilatori appesi alle pareti cercano di addolcire un’umidità a tratti fin troppo avvolgente.

Kathmandu Airport

Fuori l’aeroporto, troviamo Kiran, che ci attende con un mega sorriso e la Khata, sciarpa tibetana di buon auspicio e pace….

Safe and sound! ☀️

Welcome in Nepal.
Namaste Kathmandu 🙏🇳🇵

Meritatissima!!!

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