Ci troviamo a Panauti, a casa di Ashock e Sila, due newari nativi di questo villaggio. Così, mentre sorseggiamo la nostra tazza di black tea, i racconti di Ashock ci tengono incollati, da 25 anni lavora come guida portando gruppi da tutto il mondo al campo base dell’Everest e dell’Annapurna, sia dal lato nepalese che tibetano. È uno dei nepalesi più divertenti che abbiamo incontrato, solare, empatico e con una risata travolgente.

Ed è proprio lui ad accogliermi nella sua cucina per preparare assieme i Momo, uno dei piatti tipici nepalesi insieme al Dal Bhat. È stato un momento culturale intenso e genuino, lasciandomi la sensazione di aver cucinato con loro da sempre!

Ashock e Sila, hanno creato una bellissima comunità di empowerment femminile volta a garantire lavoro e autosostentamento al villaggio.


Infatti, passeggiando con Ashock per Panauti si respira l’atmosfera di una grande famiglia. Salutiamo tutti mentre attraversiamo distese e distese di risaie e pomodori, antichi templi induisti e punti di ritrovo.



Finché non ci imbattiamo in una festa locale Newar, bambini, giovani e anziani ballano al ritmo di tamburi e canti popolari. Un’atmosfera immersiva, autentica.



I miei tratti somatici attraggono la curiosità di due bambini, che si avvicinano domandomi le solite cose: “Come ti chiami? Da dove vieni?”. La bambina mi mostra orgogliosa la mano dipinta con l’henné e mi chiede di essere fotografata. Quando le dico che è bellissima, mi ricambia con un sorriso stupendo.


Ogni volta che saluto i bambini nei miei viaggi provo sempre un momento di malinconia, quell’attimo sospeso che separa l’ultimo sorriso dal prosieguo del mio cammino.
Anche a te, piccola Saraswati, ti auguro buona vita!
