Verso Balthali

Dopo aver assistito alla suggestiva preghiera dei monaci, ci incamminiamo lungo il sentiero che collega Namo Buddha a Balthali.
Qui i percorsi non sono tracciati, se non, a tratti, dalle variopinte (a tratti esagerate) prayer flags.

Lungo il cammino incontriamo spesso bufali, che ci costringono a deviare il sentiero o a chiedere aiuto ai locali.

Attraversiamo una vegetazione tropicale lussureggiante, intervallata da distese di risaie e villaggi rurali, dove facciamo amicizia con piccole caprette e veniamo scortati per brevi tratti dai cani del posto.

Lungo il sentiero
Lungo il sentiero
Lungo il sentiero

Mentre raggiungiamo il tridente di Balthali, incrociamo alcune donne che, per poche rupie, trasportano sulle spalle enormi sacchi di iuta carichi di pietre. Le seguiamo lungo la salita e, nei pochi minuti di pausa prima che ripartano, offriamo loro un po’ d’acqua e del cibo.

Tridente di Balthali

Riscendiamo portando anche noi il nostro sacco di iuta, ma pieno di emozioni contrastanti.

Da un lato la gratitudine per i loro sorrisi autentici; dall’altro una sottile tristezza nel vedere tanta fatica impressa in corpi così esili di giovani e donne anziane. E poi la rabbia, nel notare a pochi metri di distanza degli uomini seduti in riva al fiume, intenti a dialogare con un asceta induista.

Seppure ogni paese porta con sé le sue contraddizioni culturali e sociali, rimane sempre difficile rimanere indifferenti, senza giudizio.

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